CASTELLO DI GRINZANE CAVOUR

Il Castello di Grinzane Cavour, è forse il più bel castello presente nelle Langhe. Si presenta imponente, altezzoso, costruito a pianta quadrilatera sovrastato da un’alta torre quadrata e altre due, più piccole e rotonde. L’ultima ristrutturazione risale al 1961 ad opera della Sovrintendenza ai monumenti, in occasione del centenario dell’Unità d’Italia. Nell’occasione vennero abbattute alcune sovrastrutture esterne, furono consolidate le murature esterne ed interne e, si riaprirono antiche finestre.

Il castello venne costruito intorno al 1200, ma di dimensioni ridotte in confronto a quanto oggi lo vediamo. Fino al 1400 (circa) fu in proprietà dei Marchesi di Busca, discendenti diretti del famoso Marchese del Vasto o Guasto, da cui nacquero poi, i più importanti marchesati di quella che ora noi identifichiamo in provincia di Cuneo. Saluzzo, tanto per ricordare il più importante. Nel 1418 i marchesi lo cedettero al capitano di ventura Nicolino Marsaglia, il quale ricostruì e ampliò l’edificio. Passò poi ai merchesi di Monferrato, i quali nel 1483 lo vendettero a Matteo Calderari; per eredità venne proprietà di certo Gabriele Nivolo che in seguito lo vendette a certo Petrino Bello. Sempre per eredità, lo troviamo nel 1619 in proprietà di Amedeo del Pozzo, conte di Voghera. Nel 1636 il nuovo proprietario del castello è Giorgio Argentario, conte di Bagnasco ed infine intorno all’inizio del ‘800 i nuovi proprietari furono gli zii di Cavour, i De Tonnerre. Oggi il castello è anche uno dei più importanti luoghi per riunioni di alto livello culturale, oltre ad ospitare ogni anno il prestigioso premio letterario "Grinzane Cavour", nel suo parco, sovente si alternano anche teatro e musica.

Il luogo dove sorse il castello, fino alla fine del 1800 si chiamava Grinzane, l’appellativo Cavour, fu aggiunto solo nel 1916 per ricordare l’insigne statista che, oltre a soggiornare più volte nel castello (la proprietà in quegli anni, era dei suoi zii, i De Tonnerre) fu anche sindaco di Grinzane, infatti un’epigrafe riporta: " di questo Comune Sindaco operoso e benefico dal maggio 1832 al febbraio 1849 ". Cavour, trascorse questi anni dedicandosi allo studio di nuovi metodi di coltura nelle barbabietole da zucchero e, interessandosi anche agli studi che il marchese di Rovasenda intensificava sulla collina di Verzuolo nella viticultura, approfondì alcune innovazioni sulla vinificazione.

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